Nella notte tra sabato 28 e domenica 29 marzo 2026, alle ore 2:00 in punto, le lancette degli orologi italiani avanzeranno di un'ora. Sessanta minuti che, sulla carta, significano solo una notte leggermente più corta e qualche giorno di luce in più alla sera. Nella realtà, per il nostro organismo, si tratta di qualcosa di più complesso: un'interruzione del delicato equilibrio biologico che regola sonno, umore, digestione e persino la risposta ormonale allo stress.
Non è catastrofismo: è fisiologia. La scienza del sonno ha documentato in modo abbastanza chiaro che il passaggio all'ora legale — quello di primavera — è il più impattante tra i due cambi annuali, proprio perché sottrae un'ora di riposo in un momento in cui il corpo non è ancora pronto. Alcune persone lo gestiscono in 48 ore. Altre impiegano due o tre settimane. E alcune categorie — bambini, anziani, lavoratori su turni — rischiano di pagare un prezzo più alto se non si prepara il terreno per tempo.
Questa guida è pensata per darti una lettura scientificamente fondata di ciò che accade al corpo, riconoscere i segnali di disadattamento e, soprattutto, agire in anticipo con strategie concrete. Perché dormire bene non è un lusso: è la base di tutto il resto.
⚠️ Nota editoriale: Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente divulgativo e non sostituiscono in alcun modo il parere del medico o del farmacista. In caso di disturbi del sonno persistenti è sempre consigliabile rivolgersi a un professionista della salute.
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Cosa Succede al Corpo Quando Cambia l'Ora
Capire perché il cambio d'orario disturba il sonno richiede di partire da un concetto chiave: il nostro corpo non è una macchina che si aggiorna con un semplice click.
Il Ritmo Circadiano: il Tuo Orologio Biologico Interno
Il ritmo circadiano è un sistema biologico interno che segue un ciclo di circa 24 ore e regola un numero sorprendente di funzioni: dal ciclo sonno-veglia alla temperatura corporea, dalla pressione sanguigna alla produzione ormonale, fino ai processi digestivi e immunitari. Come ha spiegato la ricercatrice Carolina Greco dell'Università Humanitas a Il Bo Live, "ogni cellula del nostro corpo ha un proprio orologio, che funziona seguendo un andamento di esattamente 24 ore. Ognuno di essi, poi, è sincronizzato con il mondo esterno, da cui riceve precisi input, come ad esempio quelli luminosi".
Il principale sincronizzatore esterno di questo sistema è la luce naturale: quando la retina la percepisce, invia un segnale all'ipotalamo, che coordina la risposta dell'intero organismo. Il problema con l'ora legale è che sposta artificialmente questo segnale luminoso di un'ora, creando un disallineamento tra il tempo biologico interno e quello sociale: un fenomeno che i ricercatori chiamano social jet lag.
Melatonina e Cortisolo: gli Ormoni Che Vanno in Tilt
Due ormoni sono i protagonisti di questo squilibrio. Il primo è la melatonina, prodotta dalla ghiandola pineale (o epifisi) nel cervello: la sua secrezione aumenta progressivamente al calare della luce e raggiunge il picco nelle ore notturne, facilitando l'addormentamento, abbassando la temperatura corporea e regolando la qualità del sonno profondo. Quando c'è ancora luce alla sera — come accade nei giorni immediatamente successivi al cambio d'orario — la produzione di melatonina viene inibita o ritardata, rendendo più difficile addormentarsi all'orario abituale.
Il secondo ormone è il cortisolo, l'ormone del risveglio e della risposta allo stress: in condizioni normali segue un andamento opposto alla melatonina, con un picco mattutino che aiuta l'organismo ad attivarsi e un calo progressivo nel corso della giornata. Il cambio d'orario, combinato con la riduzione del sonno, tende ad alzare i livelli di cortisolo serale — proprio quando dovrebbero scendere — innescando un circolo vizioso: difficoltà ad addormentarsi → stanchezza diurna → stress → ulteriore cortisolo → ancora più difficoltà a dormire.
Ora Legale 2026: Quando Scatta e Quanto Dura l'Adattamento
Il cambio ufficiale avviene nella notte tra sabato 28 e domenica 29 marzo 2026: allo scoccare delle ore 2:00, le lancette avanzeranno automaticamente alle 3:00. Si guadagna un'ora di luce serale, ma si perde un'ora di sonno. La durata dell'ora legale nel 2026 è di 7 mesi, fino alla notte tra 24 e 25 ottobre.
Per la maggior parte degli adulti in buona salute, l'adattamento completo richiede in media dai 3 ai 7 giorni. Tuttavia, come documentano diverse ricerche, nelle persone con cicli del sonno già irregolari, che tendono ad andare a letto tardi (i cosiddetti "gufi" del ritmo circadiano) o che accusano facilmente lo stress, l'impatto può prolungarsi fino a 2–3 settimane. Nel dibattito scientifico e politico europeo, peraltro, questo cambio semestrale è ancora formalmente in discussione: le principali società scientifiche concordano sul fatto che mantenere l'ora solare permanente sarebbe la scelta più favorevole per la salute collettiva.
I Segnali da Non Sottovalutare nei Giorni Dopo il Cambio
Non tutti i segnali di disadattamento sono ovvi. Molte persone attribuiscono i propri disturbi a fattori lavorativi o stagionali senza collegare i puntini con il cambio d'orario.
Sintomi Fisici
Nei giorni successivi al 29 marzo potresti riscontrare:
- Difficoltà ad addormentarti alla sera, nonostante la stanchezza accumulata
- Risvegli precoci o notturni senza causa apparente
- Sonnolenza diurna, anche dopo ore teoricamente sufficienti di riposo
- Senso di pesantezza al risveglio mattutino, come se non ti fossi mai svegliato/a davvero
- Cefalea tensiva nelle prime ore del mattino
- Disturbi digestivi lievi, legati all'alterazione dei ritmi gastroenterici
Effetti su Umore e Concentrazione
Il sonno insufficiente non colpisce solo il corpo: colpisce il cervello in modo diretto. Nei giorni post-cambio d'orario sono comuni:
- Irritabilità e bassa tolleranza allo stress, persino in risposta a stimoli normali
- Calo della concentrazione e della memoria a breve termine
- Difficoltà nel prendere decisioni, anche semplici
- Umore instabile, con tendenza all'ansia o al pessimismo
- Riduzione dei riflessi, rilevante soprattutto per chi guida o svolge lavori manuali
Uno studio pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences ha evidenziato che il cambio all'ora legale si associa a un aumento del rischio di eventi cardiovascolari e incidenti stradali nelle prime 48–72 ore successive. Non serve quindi essere "particolarmente sensibili" per essere a rischio: è un fenomeno biologico che riguarda tutti.
Chi Soffre di Più: Bambini, Anziani e Lavoratori a Turni
Il cambio d'orario non colpisce tutti nello stesso modo. Esistono tre categorie che mostrano un grado di vulnerabilità significativamente più elevato.
I bambini sono tra i soggetti più sensibili al passaggio all'ora legale. Il loro ritmo circadiano, ancora in fase di consolidamento, dipende in modo molto più rigido dai segnali luminosi e dalla routine quotidiana rispetto a quello degli adulti. La sera successiva al cambio, la luce prolungata all'esterno ritarda la produzione di melatonina, rendendo difficile addormentarsi all'orario abitudinario. Il risultato tipico è un bambino irritabile, difficile da far addormentare la sera e stanchissimo il mattino: secondo i pediatri dell'Ospedale Bambino Gesù di Roma, i sintomi — irritabilità, difficoltà di concentrazione, minor rendimento scolastico — si risolvono normalmente in 2–3 giorni con i giusti accorgimenti, ma nei bambini più piccoli possono persistere anche una settimana.
Gli anziani presentano un profilo di rischio diverso ma altrettanto rilevante. Con l'età, la produzione naturale di melatonina si riduce progressivamente, rendendo il sistema già intrinsecamente più fragile. L'aggiunta di un'ora di disregolazione esterna può amplificare problemi di insonnia preesistenti, aumentare la sonnolenza diurna — con rischio di cadute — e peggiorare, temporaneamente, le funzioni cognitive.
I lavoratori a turni o chi già soffre di un sonno frammentato partono da una baseline di equilibrio circadiano compromessa: per loro il cambio d'orario può fungere da fattore scatenante di episodi di insonnia più prolungati. L'ISS raccomanda in questi casi di consultare il medico curante se i disturbi si protraggono oltre 2 settimane.
Come Prepararsi Nei 7 Giorni Prima del 29 Marzo
La strategia più efficace per gestire il cambio d'orario non è reattiva, ma preventiva. Iniziare qualche giorno prima permette al corpo di adattarsi in modo graduale, senza traumi.
Adatta Gradualmente l'Orario del Sonno
A partire dal 22 marzo (una settimana prima), prova ad anticipare l'orario di coricamento di 10–15 minuti ogni sera. In questo modo, entro il 29 marzo, il tuo orologio biologico sarà già parzialmente allineato al nuovo orario senza dover subire il cambiamento in modo brusco. Per i bambini, lo stesso principio vale con ancora più rigore: anticipa la routine serale (bagno, lettura, luci basse) di 10 minuti al giorno nei 5–7 giorni precedenti al cambio.
Gestisci l'Esposizione alla Luce Naturale
La luce è il segnale più potente per sincronizzare il ritmo circadiano. Nei giorni attorno al cambio d'orario, è utile:
- Esporsi alla luce naturale nelle prime ore del mattino: anche 20–30 minuti all'aperto, tra le 7:30 e le 9:30, aiutano il cervello a riconoscere l'inizio della giornata biologica
- Ridurre la luce artificiale alla sera: spegni o abbassa le luci almeno 90 minuti prima di andare a letto
- Eliminare i dispositivi con schermo (smartphone, tablet, TV) nelle 2 ore pre-sonno: la luce blu emessa sopprime attivamente la produzione di melatonina
- Oscurare la camera da letto: tende oscuranti o mascherine da sonno aiutano a proteggere la produzione notturna di melatonina dalla luce serale prolungata
Alimentazione e Attività Fisica: Cosa Privilegiare
Anche dieta e movimento svolgono un ruolo non secondario nell'adattamento circadiano:
- Mantieni orari fissi per i pasti: mangiare sempre alla stessa ora aiuta a sincronizzare gli orologi periferici del sistema digestivo con il ritmo biologico centrale
- Evita caffeina dopo le 14:00: il suo effetto stimolante può durare fino a 8 ore e interferire con l'addormentamento serale
- Preferisci cene leggere: pasti abbondanti e ricchi di grassi la sera rallentano la digestione e aumentano il cortisolo notturno
- Fai attività fisica nelle ore centrali della giornata, mai dopo le 19:00: l'esercizio fisico serale alza la temperatura corporea e ritarda il naturale calo ormonale che precede il sonno
- Privilegia alimenti ricchi di triptofano (uova, tacchino, banane, legumi): questo aminoacido è il precursore della serotonina, che a sua volta viene convertita in melatonina
Melatonina e Integratori: Cosa Dice Davvero la Scienza
Quando le strategie comportamentali non bastano, o si preferisce un supporto aggiuntivo in un momento di stress come il cambio d'orario, gli integratori rappresentano un'opzione utile e ben documentata — a patto di sceglierli con criterio.
La melatonina è l'integratore più studiato per i disturbi del ritmo circadiano. Secondo l'Istituto Superiore di Sanità (ISSalute), la melatonina può aiutare a ridurre il tempo necessario per addormentarsi, a migliorare la qualità del sonno e a gestire i sintomi del jet lag — condizione biologicamente analoga al social jet lag da cambio d'orario. A differenza di molti farmaci per l'insonnia, non dà assuefazione né dipendenza, e gli effetti collaterali — lieve sonnolenza, cefalea, nausea — sono rari e reversibili. Il dosaggio tipico varia tra 0,5 mg e 1 mg, assunto 30–60 minuti prima del momento in cui si desidera addormentarsi: dosi più alte non sono necessariamente più efficaci e possono aumentare il rischio di sonnolenza diurna.
Accanto alla melatonina, altri principi attivi trovano impiego nel supporto al sonno primaverile:
- Valeriana: favorisce il rilassamento e riduce il tempo di addormentamento, particolarmente utile quando la difficoltà a dormire è correlata a un fondo ansioso
- Passiflora: ad azione rilassante e lievemente ansiolitica, spesso abbinata alla melatonina
- Magnesio: coinvolto nella regolazione del sistema nervoso, contribuisce a ridurre irritabilità e tensione muscolare, due fattori che ostacolano il sonno
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⚠️ Importante: Prima di assumere qualsiasi integratore, è opportuno consultare il farmacista o il medico, soprattutto in presenza di patologie croniche, terapie farmacologiche in corso, gravidanza o allattamento. La melatonina, ad esempio, può interagire con anticoagulanti, farmaci antipertensivi, antiepilettici e immunosoppressori.
Gli Errori da Evitare nella Settimana del Cambio d'Ora
Conoscere i comportamenti controproducenti è tanto importante quanto sapere cosa fare. Ecco i più comuni:
- Recuperare il sonno il giorno dopo con un lungo riposino: un sonnellino superiore ai 20–30 minuti di pomeriggio ritarda l'addormentamento serale e perpetua il disallineamento
- Alzarsi tardi la domenica del cambio: per quanto allettante, dormire fino a tardi la mattina del 29 marzo posticipa il ritmo biologico anziché riallinearlo
- Assumere alcol come aiuto per dormire: l'alcol facilita l'addormentamento ma frammenta il sonno profondo nelle ore successive, riducendo il recupero reale
- Ignorare la camera da letto: temperature superiori ai 20°C, rumori di fondo, luce che filtra dalle finestre sono tutti fattori che peggiorano la qualità del sonno — e diventano ancora più critici in un momento di vulnerabilità biologica come questo
- Aspettare di sentirsi stanchi per andare a letto: nei giorni del cambio, il segnale di sonnolenza può arrivare ritardato. Rispettare un orario fisso è più efficace che seguire la sensazione contingente
Domande Frequenti sull'Ora Legale e il Sonno
1. Quanti giorni ci vogliono per abituarsi al cambio d'orario?
Per la maggior parte degli adulti in buona salute, l'adattamento completo richiede tra 3 e 7 giorni. Nei soggetti più sensibili — bambini piccoli, anziani, chi soffre già di disturbi del sonno — il processo può richiedere fino a 2–3 settimane. Prepararsi gradualmente nella settimana precedente al 29 marzo riduce sensibilmente i tempi di adattamento.
2. La melatonina è sicura per tutti?
La melatonina è generalmente sicura per gli adulti se assunta nei dosaggi consigliati (0,5–1 mg). Non è raccomandata durante la gravidanza e l'allattamento, né in caso di malattie autoimmune. Può interagire con diversi farmaci, tra cui anticoagulanti, antipertensivi e antiepilettici. Per i bambini, l'uso deve essere valutato e supervisionato dal pediatra.
3. Il cambio d'orario può davvero influenzare il cuore?
Sì, secondo i dati della letteratura scientifica, nelle 48–72 ore successive al passaggio all'ora legale si registra un lieve aumento dei casi di infarto e ictus, attribuito alla combinazione di stress biologico, privazione di sonno e alterazione del ritmo circadiano cardiovascolare. Chi ha già patologie cardiache dovrebbe prestare attenzione ai propri sintomi in quei giorni.
4. Come aiuto i miei figli ad abituarsi all'ora legale?
I pediatri raccomandano di anticipare gradualmente la routine serale di 10–15 minuti al giorno nei 5–7 giorni prima del cambio. È utile abbassare le luci in casa almeno un'ora prima del coricamento, ridurre gli stimoli (schermi, giochi rumorosi) e mantenere un rituale serale costante. I bambini, soprattutto in età prescolare, andrebbero messi a letto non oltre le 21:00–21:30 anche nelle sere successive al cambio.
5. Vale la pena dormire di più nei giorni precedenti al cambio?
Sì, si chiama "sleep banking": dormire qualche ora in più nei 2–3 giorni prima del 29 marzo costituisce una piccola riserva di riposo che aiuta l'organismo ad affrontare meglio la perdita dell'ora. Non è una soluzione miracolosa, ma combinata con la preparazione graduale degli orari e la gestione della luce, può fare una differenza concreta nel ridurre la stanchezza post-cambio.

